Il faro della Palascia – Otranto

Acquaviva, un tuffo nel blu

Insenatura Acquaviva Marina di Marittima

Marina di Marittima è una località balneare della costa adriatica del Salento situata nel comune di Diso. Prende il nome dal paese che sorge nell’immediato entroterra, ovvero Marittima

In questa località si trova la caratteristica insenatura dell’Acquaviva, chiamata così per la presenza di numerose polle di acqua fresca sorgiva. Lo scenario che si ammira è pressoché selvaggio.

Oggi costituisce una piacevole spiaggetta molto frequentata per i bagni estivi, con servizi di ristorante, bar, parcheggi, docce.

Altre piccole insenature suggestive sono: l’Arenosa al confine con Marina di Andrano, Chianca Liscia zona balneare tutta liscia a causa dell’acqua, Porticelli e Bocca d’Inferno insenature nelle rocce che proseguono fino al mare

La località possiede una torre di vedetta del XVI secolo denominata Torre Capo Lupo.

Galatina città d’arte e tradizione

 

 

 

 

 

 

Galatina  è un comune italiano di 27 056 abitanti della provincia di Lecce in Puglia

Situato nel Salento centrale, è il terzo centro della provincia per numero di abitanti[5] e uno dei centri più popolosi dell’area meridionale della Puglia. Dista 20 km dal capoluogo in direzione sud. Comprende anche le frazioni di Collemeto, Noha, Santa Barbara.

Sede ospedaliera e fieristica, si fregia per regio decreto del titolo di città dal 20 luglio 1793; aderisce all’Associazione Nazionale Città del Vino ed è città d’arte[6].

primo documento storico che parla di Galatina è un atto notarile del 1178 in cui viene citato il “casale Sancti Petri in Galatina”. La tradizione vuole infatti che l’apostolo san Pietro si fermasse in questo luogo nel suo viaggio da Antiochia a Roma. Solo dopo l’Unità d’Italia, nel 1861, la città riprese il suo nome originario di Galatina.

Nel medioevo faceva parte della contea di Soleto con Ugo e Raimondo del Balzo. Da questi passò al nipote Nicolò Orsini e quindi al suo secondogenito Raimondello. Questo magnifico principe vi fece costruire nel 1391 la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria quale ex voto per essere tornato vittorioso dalla Terrasanta con una reliquia della santa. Anche il figlio di Raimondello, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, sepolto col padre nell’abside della chiesa, ingrandì e completò l’opera con l’annesso convento ed un ospedale dotandoli di cospicue rendite fondiarie. Il feudo di Aradeo prima e poi quelli di Bagnolo del Salento, Torrepaduli e Collemeto erano sotto la giurisdizione del convento di Santa Caterina tanto che fu necessario nominare un amministratore.

Venne fin da allora fissato il mercato settimanale al giovedì, e la grande fiera di bestiame di Santa Caterina al cadere del 25 novembre di ogni anno. Entrambi si svolgevano nel largo Fontana, attuale piazza Alighieri, attirando visitatori e mercanti di bestiame da ogni parte del Meridione. Qui i forestieri, nelle notti precedenti il mercato, potevano riposare e dissetare i loro animali, fruire di essenziali servizi tra cui la fontana: un grande pozzo d’acqua sorgiva scavato al centro dello spazio.

L’ospedale, i servizi civici, la chiesa di Santa Caterina, il mercato del giovedì e altre attività commerciali permetteranno a San Pietro in Galatina di ingrandirsi velocemente. Tra il 1459 e il 1463, Galatina ha circa 2.900 abitanti contro i circa 1.100 di Soleto.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo fu riedificata tra gli anni 1621-1633 sul sito di un precedente edificio sacro della metà del XIV secolo in cui si officiò in rito greco sino ai tempi di papa Sisto IV (1471-1484). La costruzione dell’edificio venne ripresa successivamente nel secolo seguente, dopo il terremoto del 1743, e portata a termine nel 1770. Venne elevata a Collegiata nel 1664. Possiede una facciata barocca articolata su due ordini e terminante con un timpano che inquadra lo stemma civico. I tre portali d’ingresso furono commissionati dal vescovo di Otranto Adarzo de Santander al noto scultore leccese Giuseppe Zimbalo, che li realizzò nel 1633. L’interno, con un impianto a tre navate, è caratterizzato dagli interessanti affreschi della volta raffiguranti episodi della Vita di san Pietro, eseguiti nel 1875 dal napoletano Vincenzo Paliotti. Di particolare interesse sono le tele della Lavanda dei piedi, del 1756 di Serafino Elmo, e Gesù che cammina sulle acque e Apparizione di Cristo a san Pietro, tutte nella controfacciata